My quarantine

(2020)
 
Può sembrare una contraddizione, dal momento che il tempo senza l’azione sembra dilatarsi psicologicamente in un limbo senza confini precisi, ma la realtà è che in molti avranno sperimentato che il tempo della quarantena non permette grandi riflessioni. Agire subito e con quello che si ha a disposizione può così far entrare in una modalità “selvaggia”, non meditata ma proprio per questo estremamente creativa.
I limiti diventano possibilità: se si finiscono le tele si possono usare, per esempio, le tovaglie e si può anche scoprire che molte piante che si trovano comunemente in un prato hanno proprietà tintorie.
Anche ridimensionare la quantità di materiali utilizzati, come usare un’unica matrice in linoleum, può essere fonte di ricchezza: la ripetizione di un pattern che simboleggia il “lato selvaggio” che il restare chiusi in un recinto fa giocoforza emergere esprime una sorta di necessità di agire più profonda, più forte e più disperata, la voce di una “natura” che grida di voler vivere in qualsiasi forma.