Omini sospesi

(2004/2005)
 

 

Il 2004 vede nascere un tema cardine della produzione di Tiziana Lutteri. Dalle tele alle incisioni, dalle grandi alle piccole dimensioni, dalle forme solide ritagliate fuori da un magma caotico fino ad arrivare a timide silhouettes appena accennate, queste figure fragili ma fortemente evocative diventano uno dei motivi principe delle sue opere di quegli anni.

Alla base c’è il bisogno di fissare delle esistenze intrinsecamente instabili a qualcosa che dia loro un punto fermo e al tempo stesso del movimento. Si tratta di un’equilibrio precario, di un radicamento al contrario, senza fondamenta, ma le cui radici aeree non sono per questo meno potenti.

Le strutture che sostengono i personaggi sospesi ricordano le giostrine musicali che si appendono alle culle dei bambini, Sono i primi oggetti ad apparire ad uno sguardo puro, non ancora toccato dal mondo e che ne diventano qui proprio per questo l’archetipo.

Ricordano anche certe strutture che si utilizzano per stendere i panni, portando quindi con sé quell’idea di ricerca dell’ordine e di precisione che tale attività richiede, la stessa necessaria per ritagliare dei profili con attenzione, la stessa che implicitamente si trova nella trama che da quei fili viene creata, la rete immateriale che verrà a solcare le incisioni e i dipinti più recenti, la griglia dove fissare le proprie attese.

Infine vi si può leggere anche un modo per esorcizzare la morte come rimedio estremo: dei corpi inerti appesi non possono non far pensare al suicida che non trova altra via d’uscita di fronte al suo irrimediabile fallimento che trasformare il proprio peso in arma e trasfigurarlo finalmente in leggerezza definitiva.

 

Qui di seguito altre incisioni dello stesso periodo